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Valtenesi, terra di castelli.

Il lago di Garda è disseminato di borghi e castelli suggestivi, molti d’origine medievale sulla sponda bresciana. In Valtenesi, in particolare, tra distese collinari di vigneti e ulivi troviamo i resti di antichi manieri a Padenghe, Moniga, Manerba, Soiano, Puegnago e Polpenazze.
Vi proponiamo dunque un “tour dei castelli”, per conoscere o riscoprire pagine di storia di questo territorio. Si tratta perlopiù di “castelli ricetti”, risalenti al X secolo e con funzione difensiva, un tempo collegati tra di loro per proteggere gli abitanti da minacce e invasori provenienti dal nord. Anche nei dintorni ci sono altre costruzioni difensive, come la rocca di Lonato, il castello di Desenzano e quello di Bedizzole, che meritano una visita.

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PADENGHE SUL GARDA

In posizione panoramica a Padenghe sul Garda, la “porta della Valtenesi”, troviamo il ca- stello ricetto. La struttura risale all’anno Mille ed è ritenuta una delle più antiche della Valtenesi. Era un “rifugio” per le popolazioni del luogo e dei borghi vicini. La costruzione originaria è quasi completamente preservata: si posso- no ammirare le tre torri, la maggiore delle quali è alta più di 21 metri e si colloca sopra l’ingresso, dove sono ancora evidenti le feritoie del vecchio ponte levatoio. Una curiosità: nel 1154 il castello è citato tra i beni riconosciuti da Federico I Barbarossa al vescovo di Verona, ma, nel secolo successivo, Padenghe divenne Comune e se ne impadronì. Nel 1912 un incendio distrusse alcune strutture ma, grazie a varie ricostruzioni e manutenzioni, il maniero è tutt’oggi abitato.

MONIGA DEL GARDA

In centro a Moniga, a pochi passi dalla chiesa, troviamo un castello del X secolo. La struttura è molto simile a quella di Padenghe; la sua posizione, non estremamente strategica e dominante, lo ha mantenuto in buone condizioni, in quanto non è mai stato oggetto di assalti e tentate conquiste.

MANERBA DEL GARDA

La rocca di Manerba è il luogo delle emozioni. Di particolare importanza archeologica, è un punto strategico eccezionale per osservare il lago dall’alto. Un ampio parcheggio consente di lasciare l’auto per proseguire a piedi verso la zona archeologica e apprezzare il panora- ma dalla croce in cima al promontorio. Chi lo desidera, una volta raggiunta la sommità, può scendere verso la fascia costiera sottostante per immergersi nella splendida natura garde- sana. La croce della rocca di Manerba è considerata, insieme alla rocca di Lonato, uno dei migliori punti panoramici del Garda. In questo paradiso s’incontrano le fortificazioni medievali, il museo archeologico, con numerosi reperti naturalistici e testimonianze di insediamenti antichi, tutto nella Riserva naturale della Rocca e del Sasso.

SOIANO DEL LAGO

Anche Soiano del Lago ha il suo castello medievale, una struttura in pianta quadrangolare, che sorge sulla sommità di un’altura e domina l’intera Valtenesi. Si distingue per la muratura molto alta, protettiva; dalla sua posizione strategica, in centro al paese, offre una spettacolare vista sulla Valtenesi e sul Garda. È di proprietà del Comune, che ne ha curato il restauro e l’ha reso sede di eventi.

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PUEGNAGO

Anche il fortilizio di Puegnago risale al X secolo e aveva una funzione difensiva, ma restano solo pochi ruderi. La cinta muraria, molto alta, è sopravvissuta nel corso dei secoli, anche se le case che un tempo conteneva sono andate distrutte e al loro posto ora c’è un giardino. Lungo le mura, costruite con pietre e ciottoli di varie misure, posati in modo piuttosto irregolare, sono distinguibili delle torri. Su quella orientata verso l’abitato fu costruita la torre campanaria di Puegnago, che oggi vediamo.

POLPENAZZE DEL GARDA

Anche il castello di Polpenazze domina il centro storico e offre una vista sul lago e le colline. Per quasi mezzo millennio, dal X al XV secolo, è stato il principale edificio del borgo. Distrutto durante le lotte tra il Ducato Visconteo di Milano e la Serenissima Repubblica di Venezia, fu da quest’ultima ricostruito nel 1426, ma nel 1500 le parti rifatte furono quasi del tutto demolite, per lasciare spazio alla chiesa parrocchiale della Natività della Madonna. Ciò che si conserva oggi dell’originaria struttura del castello, dopo il restauro, è il mastio (la torre civica), due torri perimetrali e una parte del muro di cinta.

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Francesca Gardenato
Testo
Francesco Galeone
Photografer