campo di brenzone

Lugana, Doc in crescita.

Sono ben 15 milioni e 120.133 le bottiglie prodotte nel 2016, annata particolarmente pregiata, tutte esaurite per le 113 canti- ne del consorzio di tutela del Lugana. Ma, secondo gli esperti, la Doc del basso Garda, al confine tra Verona e Brescia, ha una straordinaria capacità di invecchiare, e il Lugana sta vivendo un momento molto positivo: 1.586 ettari coltivati in cinque comuni (Desenzano del Gar- da 36%, Pozzolengo 32%, Peschiera del Garda 14%, Sirmione 10% e Lonato del Garda 9%), una produzione di uva di 182.450 quintali, per 127.715 ettolitri di vino, con un valore di produzione di bottiglie pari a 66.528.585 euro, men- tre il prezzo medio dell’uva ha raggiunto i 190 euro al quintale, record italiano per i bianchi. Ricordiamo che la denominazione “Lugana”, tra le prime in Italia, è nata nel 1967 e il Consorzio di tutela ha sede a Peschiera del Garda dal 1990. Questo vino bianco proviene da una varietà locale del vitigno Trebbiano, il Trebbiano di Lugana o Turbiana, che beneficia del microclima temperato dell’area gardesana e dei terreni argillosi tipici delle colline moreniche che incorniciano il lago. Oltre alle tradizionali versioni base, Superiore e Riserva, il disciplina- re permette due tipologie molto interessanti: lo Spumante e la Vendemmia Tardiva.
Una Doc che è cresciuta molto negli ultimi anni e determinata a consolidare i risultati raggiunti. «Per continuare a crescere – afferma il presidente del Consorzio Luca Formentini – è stato necessario l’impegno di tutti, non solo delle cantine, ma anche dei 196 viticoltori che com- pongono la filiera del Lugana, e una continua disponibilità a mettersi in discussione per ascoltare le richieste dei consumatori, anche di mercati nuovi e diversi, sapendo però mantenere la forte identità che ci contraddistingue e che è il nostro punto di forza».

lugana vino doc

Il Lugana è un vino bianco, morbido, fresco e armonico, che fa numeri da record anche sui social e i “Lugana Lovers” crescono soprattutto oltreoceano. Gli amanti del Lugana, o “Lugana Lovers” (anzi: #loganalovers, come sono stati definiti sui social), sono in continua crescita soprattutto negli Stati Uniti, dove il Consorzio promuove non solo il Lugana ma tutto il territorio gardesano.

E «se il Lugana fresco d’annata continua a es- sere il volano della Doc (è infatti il 90% della produzione) – sottolinea il direttore del Consorzio Carlo Veronese – le altre tipologie sono in crescita per popolarità e riscontro da parte degli estimatori. Superiore, Riserva, Vendemmia Tardiva e Spumante stanno regalando tante soddisfazioni ai produttori e la vera fortuna di questo vino è l’imprescindibile connubio di terroir con la Turbiana, unico e irripetibile, che proprio in queste altre declinazioni e nelle vecchie annate riesce a esprimere tutto il suo potenziale».

A confermare il successo del Lugana, c’è la testimonianza di Allegrini, azienda della Valpo licella (Verona), che ha da poco perfezionato l’acquisto di 40 ettari di terreno nella denominazione Lugana, a Pozzolengo (Brescia). Vitati quest’anno, si aggiungono ai dieci presi in affitto tre anni fa a Desenzano, per una superficie totale di 50 ettari, con un potenziale di produzione di circa 400mila bottiglie.

Come spiega Franco Allegrini, «l’obiettivo è quello di occupare, anche all’interno di questa denominazione, il segmento di alta qualità. 

lugana vino doc

É una denominazione che ci piace, non molto vasta, non ci sono cantine sociali, e la competi zione tra i produttori è indirizzata al segmento di alta qualità». Il Lugana, commenta Marilisa Allegrini, «è molto interessante, e può dare vini di spessore, intensità, complessità aromatica, e anche longevità. Questa è la tipologia, anche nei vini bianchi, in cui ci identifichiamo. Esportiamo l’85% della nostra produzione, il nostro obiettivo dunque è produrre un vino che sia fisiologico ai rossi di nostra produzione (Amarone, Brunello di Montalcino e Bolgheri): un bianco importante e longevo».

Francesca Gardenato
Testo
Francesco Galeone
Photographer